Nuovo Paradigma

La nostra storia

L'Istituto Nuovo Paradigma si è affacciato sulla scena solo da poco, ma lo spirito che lo anima ha una lunga storia alle spalle. 

Tale storia è utile per capirne meglio la mission e per cogliere la passione e la coerenza con cui noi fondatori – prima separatamente e poi assieme – la stiamo portando avanti da decenni, seppure in altre istituzioni e con altre modalità.

La consapevolezza dei limiti del paradigma dominante si è manifestata in noi fin da quando eravamo studenti universitari ed è ulteriormente maturata in seguito. Tuttavia non rifiutammo quello che di buono la scienza ufficiale e l’università potevano darci, e quindi dopo la prima laurea proseguimmo gli studi per conseguire altre lauree e/o specializzazioni e master, ma al contempo ci dedicammo con grande impegno a letture, corsi e seminari che andavano oltre il paradigma dominante e riguardavano le scienze di frontiera, le medicine e terapie non convenzionali e soprattutto la consapevolezza e la crescita personale, che era a nostro avviso ciò che più mancava a tale paradigma – una lacuna particolarmente grave per chi, come noi, era interessato alla psicologia, alla sociologia, alla psicosomatica e più in generale alla salute e al benessere per noi stessi e per i nostri simili. L’erronea idea di Cartesio di poter separare la materia (res extensa) dalla mente e dalla coscienza (res cogitans) e di focalizzare la nascente scienza empirica solo sulla prima fu forse utile per salvare lui e gli altri scienziati suoi contemporanei dalla santa inquisizione ma in seguito condizionò in modo sempre più negativo le scienze biologiche, mediche e sociali, le cui zone erronee sono ormai divenute tante e tali che non possono più essere rimediate dall’interno con toppe e correttivi  ma richiedono un cambiamento di paradigma, un nuovo paradigma appunto.

Tutto ciò era chiaro per noi già alcuni decenni or sono, e lo era anche per altri scienziati e professionisti, ma eravamo troppo pochi per un cambiamento di tale entità e i tempi non erano ancora maturi. Così ci impegnammo, nel nostro piccolo, a farli maturare, stimolando le coscienze in vari modi: scrivendo articoli e libri su tali temi e tenendo conferenze, corsi e seminari; partecipando a programmi radiofonici e televisivi, creando centri, associazioni, riviste e case editrici, introducendo la prospettiva olistico sistemica nella nostra attività di insegnamento dentro e fuori l’università, ideando e attivando master universitari e dottorati di ricerca ad approccio olistico sistemico presso una importante università italiana ed infine cercando di istituire una università privata esplicitamente ispirata al paradigma olistico sistemico. Eravamo giunti a buon punto ed avevamo anche costituito una apposita fondazione scientifica (Holiversity – acronimo di Holistic University) quando nel 2010 la allora ministra Gelmini fece approvare dal Parlamento una pessima legge di riforma dell’università che oltre a peggiorarne sensibilmente il funzionamento impediva di fatto l’istituzione di qualsivoglia nuova università, pubblica o privata che fosse. Ci vollero un paio di anni prima che uscissero i decreti attuativi e solo allora ci fu chiaro che quella strada era definitivamente preclusa. Nel frattempo anche l’avamposto olistico che avevamo creato presso la suddetta università italiana era stato oggetto di ripetuti attacchi, nonostante attirasse molti studenti da tutta Italia e anche dall’estero (o forse proprio per questo).

Profondamente amareggiati da tale clima sempre più ostile e autoritario, decidemmo di “emigrare” negli USA, recandoci presso una università interamente olistica: sì, una vera università – seppur piccola – con corsi di laurea a master esplicitamente ispirati al paradigma olistico sistemico integrativo, una delle pochissime al mondo con autorizzazione statale a rilasciare vere lauree e diplomi accreditati. Iniziammo come semplici docenti ma in breve tempo – grazie al sistema meritocratico ben radicato in quella nazione – ci trovammo, quasi increduli, a rivestire le massime cariche di quella università. È stata una esperienza davvero intensa e unica, che ci ha messo a contatto con alcuni degli esponenti di spicco dell’approccio olistico sistemico negli USA e nel mondo e ha arricchito sensibilmente le nostre competenze scientifiche, didattiche e manageriali. Tuttavia dopo un po’ di anni abbiamo avvertito l’esigenza di reindirizzare il nostro impegno verso l’Italia con l’intento di istituirvi una filiale di tale università. Se non che di lì a poco è iniziata la plandemia COVID e i nostri progetti sono rimasti in sospeso.

Adesso, anche se questa oscura pagina della storia umana non si è ancora del tutto chiarita e risolta, abbiamo deciso di ripartire: non però con una filiale della suddetta università olistica – perché nel frattempo anch’essa, come molte altre, ha subito non pochi danni a causa delle assurde, inefficaci (e anzi nocive) misure di contenimento della pandemia e anche perché la situazione politica italiana non offre ancora adeguate garanzie – ma con un progetto più modesto: l’Istituto Nuovo Paradigma appunto.

Non possiamo, almeno per il momento, rilasciare lauree o altri titoli di studio universitari, ma è nostra intenzione offrire corsi di livello equivalente e in alcuni casi perfino superiore, e siamo certi di poterlo fare, sia in virtù delle nostre esperienze accademiche pregresse, sia perché in Italia e in Europa le università sono tutt’altro che avanti sui temi che noi proponiamo e tali rimarranno per un bel po’ di anni.

L'Istituto Nuovo Paradigma si è affacciato sulla scena solo da poco, ma lo spirito che lo anima ha una lunga storia alle spalle. 

Tale storia è utile per capirne meglio la mission e per cogliere la passione e la coerenza con cui noi fondatori – prima separatamente e poi assieme – la stiamo portando avanti da decenni, seppure in altre istituzioni e con altre modalità.

La consapevolezza dei limiti del paradigma dominante si è manifestata in noi fin da quando eravamo studenti universitari ed è ulteriormente maturata in seguito. Tuttavia non rifiutammo quello che di buono la scienza ufficiale e l’università potevano darci, e quindi dopo la prima laurea proseguimmo gli studi per conseguire altre lauree e/o specializzazioni e master, ma al contempo ci dedicammo con grande impegno a letture, corsi e seminari che andavano oltre il paradigma dominante e riguardavano le scienze di frontiera, le medicine e terapie non convenzionali e soprattutto la consapevolezza e la crescita personale, che era a nostro avviso ciò che più mancava a tale paradigma – una lacuna particolarmente grave per chi, come noi, era interessato alla psicologia, alla sociologia, alla psicosomatica e più in generale alla salute e al benessere per noi stessi e per i nostri simili. L’erronea idea di Cartesio di poter separare la materia (res extensa) dalla mente e dalla coscienza (res cogitans) e di focalizzare la nascente scienza empirica solo sulla prima fu forse utile per salvare lui e gli altri scienziati suoi contemporanei dalla santa inquisizione ma in seguito condizionò in modo sempre più negativo le scienze biologiche, mediche e sociali, le cui zone erronee sono ormai divenute tante e tali che non possono più essere rimediate dall’interno con toppe e correttivi  ma richiedono un cambiamento di paradigma, un nuovo paradigma appunto.

La consapevolezza dei limiti del paradigma dominante si è manifestata in noi fin da quando eravamo studenti universitari ed è ulteriormente maturata in seguito. Tuttavia non rifiutammo quello che di buono la scienza ufficiale e l’università potevano darci, e quindi dopo la prima laurea proseguimmo gli studi per conseguire altre lauree e/o specializzazioni e master, ma al contempo ci dedicammo con grande impegno a letture, corsi e seminari che andavano oltre il paradigma dominante e riguardavano le scienze di frontiera, le medicine e terapie non convenzionali e soprattutto la consapevolezza e la crescita personale, che era a nostro avviso ciò che più mancava a tale paradigma – una lacuna particolarmente grave per chi, come noi, era interessato alla psicologia, alla sociologia, alla psicosomatica e più in generale alla salute e al benessere per noi stessi e per i nostri simili. L’erronea idea di Cartesio di poter separare la materia (res extensa) dalla mente e dalla coscienza (res cogitans) e di focalizzare la nascente scienza empirica solo sulla prima fu forse utile per salvare lui e gli altri scienziati suoi contemporanei dalla santa inquisizione ma in seguito condizionò in modo sempre più negativo le scienze biologiche, mediche e sociali, le cui zone erronee sono ormai divenute tante e tali che non possono più essere rimediate dall’interno con toppe e correttivi  ma richiedono un cambiamento di paradigma, un nuovo paradigma appunto.

Tutto ciò era chiaro per noi già alcuni decenni or sono, e lo era anche per altri scienziati e professionisti, ma eravamo troppo pochi per un cambiamento di tale entità e i tempi non erano ancora maturi. Così ci impegnammo, nel nostro piccolo, a farli maturare, stimolando le coscienze in vari modi: scrivendo articoli e libri su tali temi e tenendo conferenze, corsi e seminari; partecipando a programmi radiofonici e televisivi, creando centri, associazioni, riviste e case editrici, introducendo la prospettiva olistico sistemica nella nostra attività di insegnamento dentro e fuori l’università, ideando e attivando master universitari e dottorati di ricerca ad approccio olistico sistemico presso una importante università italiana ed infine cercando di istituire una università privata esplicitamente ispirata al paradigma olistico sistemico. Eravamo giunti a buon punto ed avevamo anche costituito una apposita fondazione scientifica (Holiversity – acronimo di Holistic University) quando nel 2010 la allora ministra Gelmini fece approvare dal Parlamento una pessima legge di riforma dell’università che oltre a peggiorarne sensibilmente il funzionamento impediva di fatto l’istituzione di qualsivoglia nuova università, pubblica o privata che fosse. Ci vollero un paio di anni prima che uscissero i decreti attuativi e solo allora ci fu chiaro che quella strada era definitivamente preclusa. Nel frattempo anche l’avamposto olistico che avevamo creato presso la suddetta università italiana era stato oggetto di ripetuti attacchi, nonostante attirasse molti studenti da tutta Italia e anche dall’estero (o forse proprio per questo).

Profondamente amareggiati da tale clima sempre più ostile e autoritario, decidemmo di “emigrare” negli USA, recandoci presso una università interamente olistica: sì, una vera università – seppur piccola – con corsi di laurea a master esplicitamente ispirati al paradigma olistico sistemico integrativo, una delle pochissime al mondo con autorizzazione statale a rilasciare vere lauree e diplomi accreditati. Iniziammo come semplici docenti ma in breve tempo – grazie al sistema meritocratico ben radicato in quella nazione – ci trovammo, quasi increduli, a rivestire le massime cariche di quella università. È stata una esperienza davvero intensa e unica, che ci ha messo a contatto con alcuni degli esponenti di spicco dell’approccio olistico sistemico negli USA e nel mondo e ha arricchito sensibilmente le nostre competenze scientifiche, didattiche e manageriali. Tuttavia dopo un po’ di anni abbiamo avvertito l’esigenza di reindirizzare il nostro impegno verso l’Italia con l’intento di istituirvi una filiale di tale università. Se non che di lì a poco è iniziata la plandemia COVID e i nostri progetti sono rimasti in sospeso.

Adesso, anche se questa oscura pagina della storia umana non si è ancora del tutto chiarita e risolta, abbiamo deciso di ripartire: non però con una filiale della suddetta università olistica – perché nel frattempo anch’essa, come molte altre, ha subito non pochi danni a causa delle assurde, inefficaci (e anzi nocive) misure di contenimento della pandemia e anche perché la situazione politica italiana non offre ancora adeguate garanzie – ma con un progetto più modesto: l’Istituto Nuovo Paradigma appunto.

Non possiamo, almeno per il momento, rilasciare lauree o altri titoli di studio universitari, ma è nostra intenzione offrire corsi di livello equivalente e in alcuni casi perfino superiore, e siamo certi di poterlo fare, sia in virtù delle nostre esperienze accademiche pregresse, sia perché in Italia e in Europa le università sono tutt’altro che avanti sui temi che noi proponiamo e tali rimarranno per un bel po’ di anni.