Perché le relazioni sono così difficili e conflittuali, specie quelle di coppia e tra genitori e figli? Perché molti si ritrovano assieme a partner poco o per niente adatti a loro? Perché la frustrazione nelle relazioni spinge alcune persone a rifugiarsi nel cibo, nell’alcol, nelle droghe, in internet o in altre forme di dipendenza? E soprattutto, perché queste problematiche persistono spesso anche dopo lunghe terapie psicologiche e intensi percorsi di crescita personale e/o spirituale?
Che tali problemi siano frutto di ferite psicologiche infantili è un concetto abbastanza diffuso tra gli operatori e tra chi segue percorsi di crescita personale. Ciò che invece non era finora chiaro è perché i loro effetti negativi persistono anche in età adulta, resistendo spesso a ogni intervento, sia esso psicologico, olistico o spirituale. Il nostro libro I SURROGATI DELL’AMORE, pubblicato da Anima Edizioni, chiarisce proprio questo punto spiegando che, tra le varie ferite psicologiche infantili ce n’è una particolarmente importante e centrale (ma finora ignorata) che tutti gli esseri umani hanno in comune e cioè la carenza di accettazione incondizionata, una sfaccettatura dell’amore particolarmente importante nell’età tra i due e i sei anni. Questa carenza costringe ogni bambino a ripiegare su dei surrogati (approvazione o potere) e a mettere in atto strategie manipolative per ottenerli, dimenticando così il suo vero bisogno e allontanandosi dal suo nucleo essenziale. È questa mancanza mai sanata che spinge gli adulti a relazioni manipolative inconsciamente finalizzate al potere o all’approvazione invece che all’amore/accettazione, alimentando così una catena infinita di sofferenze. Ed è questa stessa mancanza che, nei casi più gravi, spinge verso surrogati ancora più distanti dal nutrimento affettivo autentico, quali cibo, alcool, droghe, internet, gioco d’azzardo etc., determinando situazioni di vera e propria dipendenza.
Tuttavia il punto focale (e originale) della nostra teoria non è tanto la dolorosa carenza di accettazione incondizionata subita nell’infanzia quanto la tendenza a risolverla facendo ricorso a surrogati; tendenza che permane anche in età adulta richiedendo all’individuo un grande dispendio di tempo e di energie e soprattutto distogliendolo dai suoi veri bisogni affettivi e relazionali. Mentre da bambini il ricorso a surrogati è inevitabile e sano – il solo modo per sopravvivere all’incapacità affettiva dei genitori e degli altri adulti senza impazzire – da adulti essi diventano una sorta di droga, che da un lato riduce (temporaneamente) la sofferenza ma dall’altro mantiene in uno stato di dipendenza.
È appunto per questo che molti disturbi psicologici e problemi relazionali sono refrattari alle terapie e ai percorsi di crescita personale e spirituale: l’individuo non è infatti disposto a fare a meno dei surrogati, perché gli hanno salvato la vita da piccolo e soprattutto perché non crede che esista qualcosa di meglio. Una credenza sostenuta dalla cultura dominante e condivisa anche da gran parte della psicologia, il che spiega perché prima di noi quasi nessuno avesse colto le suddette dinamiche e l’influenza che esse esercitano sulla personalità, sull’autostima e sulle relazioni. In realtà qualcosa di meglio dei surrogati esiste, e si chiama amore, ma il suo potere nutritivo e salvifico non è affatto riconosciuto dalla scienza materialistica. Se abbiamo capito che l’accettazione incondizionata è centrale affinché il bambino si sviluppi correttamente e divenga un adulto psicologicamente sano, maturo e consapevole, non è tanto e solo in virtù dei nostri approfonditi studi di psicologia ma soprattutto degli intensi percorsi di crescita personale e spirituale che entrambi abbiamo seguito per molti anni e che ci hanno permesso, da un lato di ricordare la nostra infanzia e dall’altro di sperimentare in prima persona – cioè sentire col corpo e col cuore – la natura non solo emozionale ma anche energetica dell’amore/accettazione incondizionati.
Ben sapendo che queste comprensioni non si possono spiegare e trasmettere con le sole parole, abbiamo messo a punto un metodo di crescita personale e relazionale basato soprattutto su seminari esperienziali dove – mediante apposite meditazioni e tecniche psicologiche, energetiche e spirituali – accompagniamo i partecipanti in un analogo percorso, aiutandoli a ricordare i loro veri bisogni affettivi e relazionali e a riaprire il cuore. Solo (ri)scoprendo che l’amore e l’accettazione incondizionati esistono davvero e che sono di gran lunga preferibili ai surrogati sarà possibile lasciare andare questi ultimi – e con essi le perniciose strategie manipolative che ognuno usa per procurarseli: strategie che inquinano e spesso rovinano le relazioni, specie quelle più intime.
Tali strategie rappresentano il secondo punto focale della nostra teoria e nel corso del nostro pluridecennale lavoro ne abbiamo individuate molte, riuscendo alla fine a restringerle a 8: 4 per ottenere approvazione e 4 per ottenere potere.
Nel libro sono riportati numerosi esempi e casi clinici che permettono al lettore di scoprire facilmente qual’è il proprio surrogato prevalente, la propria strategia manipolativa abituale, quelle delle persone più vicine e soprattutto di capire gli effetti negativi che producono e cosa si può fare per risolverli.
I surrogati affettivi e le strategie manipolative per procurarseli sono due facce della stessa medaglia e per liberarsi da questo perverso meccanismo occorre lavorare su entrambi. Abbiamo già accennato al lavoro sui surrogati e adesso daremo alcuni cenni sul lavoro relativo alle strategie manipolative che, purtroppo, divengono col tempo delle vere e proprie abitudini e pertanto inconscie (nel senso di automatiche) e resistenti al cambiamento (come ogni abitudine).
Sappiamo dai contributi della psicologia comportamentista che una abitudine persiste fin quando è capace di procurare un vantaggio o di evitare una frustrazione. Il vantaggio procurato dalle strategie manipolative in questione è ovviamente uno dei due surrogati dell’amore – approvazione o potere – pertanto per sradicarle occorre in primo luogo rendere tali surrogati non più appetibili, facendo riscoprire al soggetto l’amore e l’accettazione incondizionati, che è ciò che nel profondo desidera. Parallelamente occorre insegnargli nuove modalità di comunicazione e relazione – modalità non manipolative ma anzi trasparenti, dirette, assertive, positive, adulte e paritetiche. Nei nostri seminari dedichiamo molto tempo a queste nuove modalità, non limitandoci a spiegarle ma facendole anche sperimentare e ripetere molte volte ai partecipanti mediante apposite esercitazioni – e questo è un altro punto distintivo del nostro approccio, che ci deriva dalla nostra comune esperienza giovanile quali allenatori sportivi. Come nello sport, anche nelle relazioni non basta capire mentalmente un nuovo gesto/schema (motorio o comunicativo) per saperlo poi eseguire in pratica, ma occorre esercitarsi, ripeterlo molte volte e correggere gli errori con l’aiuto dell’istruttore.
Ci teniamo tuttavia a precisare che la psicologia dei surrogati affettivi da noi elaborata non si pone come una alternativa ad altri approcci psicologici o psico-spirituali ma si configura semmai come un tassello mancante che permette di migliorare la loro capacità esplicativa e la loro efficacia (difatti noi stessi la utilizziamo integrandola olisticamente con altri approcci tra cui la psicologia umanistica e transpersonale, la terapia cognitiva, l’analisi transazionale, il voice dialogue, l’enneagramma etc.). Siamo ben consapevoli che la mancanza di accettazione incondizionata non è l’unica causa di sofferenza psicologica nell’infanzia, e che ve ne sono anche altre, alcune delle quali perfino più gravi, come ad esempio gli abbandoni e gli abusi. Tuttavia è una causa che influenza negativamente la quasi totalità degli esseri umani, determinando o co-determinando molte delle loro problematiche di autostima, di identità, di relazione e di autorealizzazione. È appunto per questo che la psicologia dei surrogati affettivi si rivela particolarmente efficace nell’ambito dei percorsi di crescita personale, relazionale e spirituale, mentre lo è un po’ meno nel trattamento di disturbi psicologici gravi o di patologie psichiatriche che richiedono anche altri quadri diagnostici e altre forme di terapia.
Autori: Enrico Cheli e Cristina Cheli, psicologi, docenti universitari e istruttori di crescita personale e relazionale.
Per leggere un estratto del libro https://www.nuovoparadigma.org/…/16/i-surrogati-dellamore/
Per acquistare il libro https://www.ilgiardinodeilibri.it/…/__surrogati-amore…
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